Vincenzo Di Gregorio (indagatore dei misteri di storia e archeologia su “La porta del Tempo” e “Antikitera.net”), Alberto Arecchi (associazione Liutprand) in azione al Castello Sforzini

Vincenzo Di Gregorio (indagatore dei misteri di storia e archeologia su “La porta del Tempo” e “Antikitera.net”), Alberto Arecchi (associazione Liutprand) e il lupo (licantropo) Lycan in azione al Castello Sforzini di Castellar Ponzano.
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I Ponzano costituivano un ramo dell’antica famiglia franca dei Manfredingi, la cui nobiltà si può far risalire addirittura al VI secolo.

Il Castello Sforzini di Castellar Ponzano tra il 1200 ed il 1300 è proprietà dei Ponzano. Emanuele Ponzano nel 1364 è Vicario Generale di Galeazzo II Visconti a Milano. Per i suoi meriti, nel 1365 ottiene diploma di nobiltà dall’Imperatore Carlo IV col titolo di “Conte ad personam”. I Ponzano costituivano un ramo dell’antica famiglia franca dei Manfredingi, la cui nobiltà si può far risalire addirittura al VI secolo. Tra i membri illustri della consorteria: Manfredo, detto il Cieco, conte in Longobardia nell’VIII secolo, e Guagenfrido, e Manfredo IV, Camerlengo di Carlo Magno.

 

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La gradita visita dell’amico Alberto Arecchi al Castello Sforzini di Castellar Ponzano.

Un incontro nato dal comune amore per il patrimonio storico e culturale, con una particolare attenzione alle tracce esoteriche ed alle indagini “alternative” volte ad indagare quelli che Arecchi chiama “i rami morti della nostra storia”.
Alberto Arecchi dal 1975 al 1995 ha operato in Africa come esperto di cooperazione per lo sviluppo internazionale: in Somalia, presso l’Università Nazionale Somala, in Mozambico, presso il Ministero delle Opere Pubbliche e dell’Abitazione, in Algeria, all’Ecole Polytechnique d’Architecture et d’Urbanisme d’Algeri, in Senegal, con l’ONG internazionale ENDA-Tiers Monde e poi come consulente per diversi progetti, negli altri Paesi del Sahel: Mali, Mauritania, Ciad, Niger.
E’ autore di diversi studi sulla storia, sulle culture dei Paesi africani, sulla Pavia medievale, neoplatonica e “magica”, sui Longobardi e sui Templari.
È fondatore e presidente dell’Associazione culturale Liutprand, che si occupa in particolare di pubblicazioni sul patrimonio storico e culturale del territorio.

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Castellar Ponzano – Il Castello viene simbolicamente riconsegnato alla comunità

Abbiamo riconsegnato simbolicamente il Castello alla comunità. Molti abitanti di Castellar Ponzano non ci erano mai entrati; alcuni avevano lontani ricordi di giochi da bambini nel giardino, risalenti a 50 anni fa. Ora abbiamo aperto un nuovo capitolo: insieme. Grazie alla Società di Mutuo Soccorso, anima del territorio. Grazie al Sindaco di Tortona Federico Chiodi, che con la Sua presenza ha confermato la grande sensibilità già dimostrata. Grazie a Daniele Massazza, Antonella Pasquale, grazie a Fabio Morreale. Grazie a tutti gli abitanti di Castellar Ponzano per l’accoglienza ricevuta. Avanti. Insieme.


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Rami del Mirabolano che cresce al Castello Sforzini di Castellar Ponzano.

Rami del Mirabolano che cresce al Castello Sforzini di Castellar Ponzano.

Il Mirabolano prende il nome dal greco “μυροβάλανος”, letteralmente “ghianda profumata” (μυρον è “profumo” βάλανος è “ghianda”). Evoca per assonanza il “mirabilis” latino: meraviglioso, straordinario, stupendo, sorprendente. Mirabolante.


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Castello Sforzini di Castellar Ponzano: carta del matematico Silvio Bonemano (Archivio di Stato di Genova)

Antica rappresentazione del Castello di Castellar Ponzano DETTAGLIO

Un’eccezionale rappresentazione iconografica del Castello Sforzini di Castellar Ponzano: nella carta prodotta dal matematico Silvio Bonemano, del 1594, era raffigurato il CASTELLO visto dal lato ovest (La carta si trovava nell’Archivio di Stato di Genova)
“Nel corso del ‘500 il CASTELLO vide un sostanziale rinnovamento, con ristrutturazioni ed ingrandimenti, ad opera del nuovo proprietario Galeazzo Balbi: sul lato nord venne costruito un nuovo corpo di fabbrica sfruttando il muro perimetrale, che ai piani terra e prima venne adibita a residenza nobile (al piano terra sono ancora visibili gli affreschi con lo stemma dei signori Balbi), mentre al piano seminterrato una struttura precedente, probabilmente un portico con tetto in legno adibito a riparo per i pellegrini ad opera dei cavalieri TEMPLARI o di San Giovanni, venne trasformata in grande cantina voltata. Infine, sul lato sud fu costruito un loggiato con archi a tutto sesto e copertura a volte a crociera, di cui restano evidenti tracce sul muro rimasto. All’esterno, sul lato est al di sopra dell’antico ingresso, un’epigrafe con lo stemma di Galeazzo Balbi venne inserito per marcare il nuovo possesso del CASTELLO.
Di quest’epoca era possibile vedere anche un’eccezionale rappresentazione iconografica: nella carta prodotta dal matematico Silvio Bonemano, del 1594, era raffigurato il CASTELLO visto dal lato ovest (La carta si trovava nell’Archivio di Stato di Genova)”

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Studiolo di Galeazzo Balbi, angolo Nord-Est: affreschi cinquecenteschi con Stemmi della famiglia Balbi

CASTELLAR PONZANO, maggio 2022 –

Studiolo di Galeazzo Balbi, angolo Nord-Est: affreschi cinquecenteschi con Stemmi della famiglia Balbi

“La prima presenza patrimoniale di un Balbi nella zona a sud di Tortona è attestata dalle fonti nel 1496: in quell’anno Giovanni Giacomo Balbi, condottiero fedele agli Sforza, ottiene i terreni dell’abbazia di Rivalta Scrivia in locazione per nove anni “con l’obbligo di provvedere al restauro del monastero (chiostro e dormitorio)”

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